mercoledì 28 luglio 2021

Perché il bingo ha poco successo in Cina? Uno sguardo alla storia del gioco e alle possibilità future

Con il gioco d'azzardo più popolare che mai in tutto il mondo, molte città sono diventate destinazioni celebri grazie alla loro abbondanza di casinò. Las Vegas, Monte Carlo e Atlantic City sono famose per le loro attività notturne che coinvolgono i giochi da casinò. Anche le Regioni ad amministrazione speciale di Macao e Hong Kong in Cina sono la prova di questa popolarità, essendo destinazioni privilegiate per chiunque cerchi il brivido delle scommesse.

Tuttavia, il gioco d'azzardo in realtà non è così comune in Cina, poiché diverse forme di gioco nel continente sono attualmente contro la legge, infatti le uniche pratiche relative ai giochi da casinò nel paese sono le lotterie. Macao e Hong Kong sono eccezioni a questa regola forse a causa della storia territoriale: Hong Kong come ex territorio del Regno Unito e Macao in precedenza colonia del Portogallo. Mentre i casinò e i giochi di carte come il poker sono popolari in queste città di casinò, un gioco che si adatta bene a questo settore, ma non ha ancora fatto un'apparizione significativa in Cina, è la nostra vecchia "tombola" nella sua versione internazionale, ovvero il bingo.

Perché il bingo ha poco successo in Cina?

Lo scarso successo del bingo in Cina è sorprendente considerando la passione dei cinesi per i numeri e i giochi di carte, che sono gli obiettivi principali del bingo. Gli atteggiamenti tradizionali legati alla fortuna, in particolare in relazione all'avere numeri ritenuti più fortunati di altri, si presterebbero tipicamente al gioco del bingo. Tuttavia, il concetto di numerologia finora non è stato sufficiente per portare il popolare gioco numerico occidentale nel paese del dragone, nonostante il fatto che la numerologia cinese abbia otto numeri fortunati, rispetto ai tre sfortunati, che sarebbero dalla parte dei cinesi quando si gioca a bingo, sia nella sua versione tradizionale che in quella moderna e ormai diffusa ovunque nel mondo, il bingo online, promossa dai tanti bonus bingo senza deposito offerti dalle sale bingo online più importanti. Non sembra essere verosimile il sospetto che il bingo non abbia avuto un impatto in Cina solo perché il gioco non è piaciuto.

Nonostante il gioco del bingo in Cina non abbia una solida reputazione, non c'è motivo per cui in futuro il gioco non possa diventare popolare se la legislazione lo consentirà. Negli ultimi anni, c'è stata una spinta da parte delle aziende occidentali a provare il bingo in Cina. Nel 2007, Gala Coral ha vinto una licenza per testare sale bingo nella provincia di Hebei. Sebbene la strada da percorrere sia ancora lunga, non si può negare che questo sia stato un passo nella giusta direzione per il bingo in Cina.

Uno sguardo alla storia del gioco e alle possibilità future

Uno dei muri più grandi da abbattere nel tentativo portare il gioco del bingo ad est ha a che fare con versione online del gioco. Nei paesi occidentali, il bingo online sta rapidamente diventando il modo principale di giocare, il che, con il divieto di gioco online in una Cina pur diventata capitalista, potrebbe essere problematico. Sebbene i casinò di Macao e Hong Kong generino entrate significative per la Cina, le forme di gioco d'azzardo online non sono ancora autorizzate in queste regioni. Dato il crescente successo dei casinò in questi luoghi, però, forse c'è speranza per il futuro per quanto riguarda le versioni online del gioco del bingo.

È possibile che le persone in Cina possano avere la possibilità di giocare a bingo online utilizzando anche siti occidentali un giorno, poiché ci sono diversi vantaggi per loro. Poiché il gioco del bingo online è più consolidato nei paesi occidentali, in rete ci sono molte informazioni più dettagliate su come giocare al bingo online, le caratteristiche di sicurezza richieste e quali siti sono i migliori siti di bingo online da scegliere a occhi chiusi. Ci sono siti web dedicati al confronto di diversi giochi di bingo online, in Italia per esempio a primeggiare è lo storico portale MrBingo.it. I giocatori puntano ai migliori bonus e offerte di deposito e questi esperti del gioco aiutano il pubblico con consigli e recensioni. La popolarità del gioco del bingo, specialmente in Italia, nel Regno Unito e negli Stati Uniti, è evidente dal numero di nuovi siti web di bingo che nascono ogni anno. Tale concorrenza incoraggia offerte di bonus e incentivi all'iscrizione.

È difficile dire a lungo termine cosa riserverà il futuro al bingo in Cina. Il fatto che il gioco d'azzardo abbia un posto fisso nella storia cinese e la popolarità in continua espansione del casinò e della cultura delle scommesse a Macao e Hong Kong devono essere considerati, quindi è del tutto possibile che il bingo possa irrompere nel mercato cinese prima o poi. Quando esattamente questo accadrà e come accadrà è qualcosa che resta da vedere, ma con il bingo che è così popolare nel mondo occidentale, non c'è motivo per cui non dovrebbe prendere piede un giorno anche in Cina.

mercoledì 22 aprile 2015

venerdì 3 aprile 2015

La campagna per la sobrietà di Xi Jinping colpisce i "lussi occidentali"

Boiardi a scuola guida

La campagna per la sobrietà e contro la corruzione che da più di due anni scuote la Cina continua a offrire sorprese: calano i consumi del lusso, anche se aumentano quelli di biancheria intima firmata, diminuisce il consumo di vini francesi e calano a capofitto i profitti dei casinò di Macao.


I funzionari devono mostrarsi sobri, evitare ristoranti costosi e comportamenti troppo sfarzosi. Come, per esempio, la pratica fino a ieri diffusissima di avere autista e l’equivalente cinese delle auto blu. Così, ecco che i quadri di Partito, abituati a essere scarrozzati come si confaceva a uomini del loro rango, oggi debbono imparare ad andare in giro da sé. Ovvero, per molti di loro significa imparare a guidare e prendere la patente, anche se in alcuni casi hanno già oltrepassato la cinquantina e pensavano di non aver bisogno di superare esami di guida.

Secondo l’agenzia di stampa Xinhua, i funzionari di Partito «abituati a dare ordini, non a prenderne», stentano a seguire le istruzioni impartite a scuola guida, e vengono bocciati a ripetizione. Come quel funzionario identificato solo con il cognome, Zhang, di 52 anni, bocciato già dieci volte pur avendo cambiato istruttore a più riprese, che più va avanti più «perde la pazienza», ritrovandosi dunque con sempre meno prospettive di superare l’esame e con quella, ancora più impensabile, di vedersi costretto ad utilizzare i sovraffollati trasporti pubblici.

In parte le difficoltà dei funzionari scarrozzati fino a ieri dalle auto blu sono da attribuirsi al fatto che gli esami di guida cinesi sono particolarmente complessi con un minimo di 78 ore di guida, varie ore di elementi di meccanica di base, e un costo che si aggira intorno ai 1500 euro, decisamente alto per il Paese.

In alcuni casi funzionari disperati dalle difficoltà che incontrano per ottenere la patente vanno dove le cose sono più semplici: a Hong Kong, per esempio, dove la patente può essere ottenuta con meno ore di istruzione, o in Corea del Sud, dove i test di guida sono più facili. Una volta ottenuta una patente internazionale, basta una formalità per convertirla in patente cinese.

Stretta del governo sul golf in Cina

Elitario, borghese, ma soprattutto «troppo occidentale. La Cina ha un problema: gli ex compagni vanno pazzi per il golf. L’incubo dei leader rossi è che i figli dei rivoluzionari maoisti, assaporato il benessere, abbraccino ora anche ozi e vizi importati da Europa e Usa. Troppi campi, troppi country club e troppi weekend in resort di lusso affacciati sul green.

Dopo la stretta contro «lussi e stravaganze», la repressione del presidente Xi Jinping cala così sul passatempo preferito dei “piccoli principi” che ce l’hanno fatta. Il governo ha chiuso 66 «campi illegali» seminati in tutto il Paese, in particolare negli eleganti sobborghi delle metropoli.


Ufficialmente lo stop al golf si giustifica con la «mancanza della necessaria autorizzazione». Gli stessi media di Stato rivelano che la scomunica del gioco simbolo del capitalismo punta invece a colpire «funzionari esterofili, nuovi milionari sempre meno sensibili alla disciplina del partito e speculatori immobiliari».

Nel mirino, anche la forbice sempre più ampia che divide i pochi ricchi dai molti poveri.

Con il golf, approdato in Cina trent’anni fa, il divario sociale, dalle città, irrompe nelle campagne. Bruciare distese di grano e storiche risaie per far posto a un green, diventa il certificato dell’addio a Libretto rosso e Grande Timoniere. Tutto si può infatti dire del golf, tranne che in Cina sia «patriottico».

Vale per il tennis e pure per il calcio, importato ora a furor di autorità, ma con i bastoni si è davvero esagerato. In dieci anni i campi sono passati da 200 a 727. L’isola di Hainan si è trasformata nel paradiso asiatico dei golfisti, sacrificando un’intatta foresta subtropicale. A Shenzhen è sorto il più grande centro golfistico del mondo: 12 percorsi a 18 buche su un’area di 20 chilometri quadrati. Scandalo politicamente imbarazzante, in pieno riflusso verso sobrietà post-proletaria e tradizione.

Così in Cina nessun nuovo campo potrà essere costruito e centinaia vedono lo spettro dello smantellamento. Un’impresa. Nel Guangdong ce ne sono 97, più che in Irlanda. Attorno a Pechino sono 70, il doppio che a Londra, mentre altri 51 hanno aperto solo nello Shandong.

Un disastro anche per l’ambiente: per vedersi approvare il progetto di un campo standard, gli investitori privati dovevano promettere ai compagni dirigenti di occupare oltre 67 ettari, innaffiati da almeno 4 mila metri cubi d’acqua al giorno. Il boom ha proceduto cosi a colpi di truffe: otto campi da golf su dieci figurano come «centri sportivi», «parchi attrezzati», o «cinture verdi».

Nel 2014 undicimila ettari di coltivazioni sono stati convertiti illegalmente in percorsi con le buche, assediati da ville con piscina e hotel a cinque stelle abusivi. Nello Yunnan una società privata ha occupato 450 ettari di terrazzamenti e al posto di té verde e monasteri tutelati dall’Unesco sono spuntati tre campi da golf e una pista per voli low cost.

Dalla mazza alla mazzetta, con il pericolo che «lo sport degli yankee» inneschi l’implosione del regime. Meglio così alleggerire la pallina: resti pure bianca, ma torni al glorioso, più presentabile ping-pong.

mercoledì 25 marzo 2015

Pirelli ai cinesi: una nemesi, e i precedenti storici di mercantilismo e nazionalismo

Sull'entrata di capitali cinesi nella catena di comando di Pirelli si stanno dicendo molte cose, alcune hanno senso e altre - come spesso accade in Italia - sono prive di ogni razionalità e ragionevolezza. Ho notato su Internet due commentatori (Guido Bocchetta e Francesco Felis) che hanno espresso il loro punto di vista: decisamente interessante e polemico, anche se non del tutto condivisibile da parte mia... riporto a voi sperando che questo possa aiutare i miei cari lettori a chiarire alcuni punti oscuri di questa complicata vicenda, che affonda le sue radici nel passato, presente e futuro del mondo sempre più globalizzato dove il trading sui mercati finanziari la fa da vero padrone.


- Guido: negli anni ’70, le sfilate del 1° Maggio a Torino vedevano gli studenti universitari marciare sventolando il libretto rosso di Mao, allora diffuso capillarmente dal governo della Repubblica Cinese. Uno degli slogan urlati per accompagnare la marcia era “Agnelli, Pirelli, fascisti gemelli”. Accomunati dalla assonanza dei cognomi, Agnelli e Pirelli, rappresentavano il capitalismo italiano, che doveva morire per manifesto sfruttamento dei lavoratori. Ora la società Pirelli, passata dalle mani borghesi del povero gentiluomo milanese a quelle più spicce del genero Tronchetti Provera, viene venduta in toto ad una azienda chimica cinese che effettuerà l’OPA totalitaria sulle residue azioni, togliendo il titolo dal mercato. Questo l’aspetto finanziario dell’operazione. In pratica, nel giro di pochi anni, gli stabilimenti italiani verranno chiusi, e tutta la produzione trasferita in Cina. Buon affare per il furbissimo Tronchetti, che intasca valanghe di miliardi, pessimo per l’Italia, che perderà molte migliaia di posti di lavoro e l’ennesimo presidio industriale. Merito certo di Renzi e del suo Jobs Act che liberalizza il mercato del lavoro e i trasferimenti all’estero delle aziende. Tra pochi anni, l’Italia sarà deindustrializzata, visto che lo stesso Renzi soffia sul fuoco per vendere ancora quote di ENI ed ENEL, vendite anticamera di future OPA. Come nelle migliori nemesi, la caduta del capitalismo italiano non è avvenuta per le ragioni del libretto di Mao, anzi. Quel libretto rosso ha ribaltato gli obiettivi del comunismo cinese. Ha capito che anziché distruggere il capitalismo occidentale, è meglio impossessarsi di esso sfruttando duramente i suoi lavoratori. Peggio per noi, che abbiamo acceso la miccia. Giustamente, due secoli fa, Napoleone diceva della Cina: lasciatela dormire.

- Francesco: a proposito di Cina, della questione Pirelli, mi viene in mente l’osservazione di qualche anno fa quando un illustre commentatore disse «vi fareste giudicare da un tribunale cinese?». Le forme sbrigative giuridiche cinesi si sommano ad altri fenomeni economici. Per la Cina si può parlare semplicemente non di liberalismo/liberismo, ma di una forma aggiornata di mercantilismo. Nel corso della storia molti, quasi tutti i Paesi ci sono passati. Anche gli Usa. L’Inghilterra, per la quale nel ’700 si parlò di nazionalismo economico e imperialismo per la legislazione fatta dal Parlamento: fece persino guerre contro l’Olanda, nel 600, e contro la Francia (guerra dei Sette Anni, 1756/1762, e non solo), che assicurarono agli inglesi il dominio dei mari e ampi mercati. Non parliamo delle politiche commerciali e protezioniste statunitensi e tedesche ottocentesche, con la loro forte presenza statale. La Cina non fa in gran parte lo stesso? Tiene la bilancia commerciale in attivo con rigidi controlli per le importazioni e aperture verso l’estero, e regolamentazioni varie che permettono che produttori occidentali installino imprese lì con la presenza, però, solo di imprenditori locali. Favorisce le proprie esportazioni e ostacola le importazioni. Dal punto di vista politico è più vicina a Colbert e Luigi XIV: per la libertà di pensiero e le repressioni del fenomeno religioso, un tempo ugonotti, adesso cattolici eccetera, per l’organizzazione amministrativa basata una volta sugli intendenti francesi ora su una nuova forma di mandarinato del 2000. Cosa c’è di liberale? Fa con qualche secolo di ritardo quello che altri hanno fatto nel ’600 e ’700, e gli Usa nell”800. Tronchetti Provera parla di inutile nazionalismo italiano, ma la sua dirigenza ha portato l’azienda a dover utilizzare i cinesi, che sono i più nazionalisti e mercantilisti del mondo. O no?

venerdì 23 maggio 2014

Regole e istruzioni per l’uso nei rapporti con i visitatori dalla Cina

Per comunicare e commerciare con la Cina, una volta c'era solo la Via della Seta. Ora grazie anche alle molteplici Vie della Rete, le opportunità per fare affari in Cina sono tante e aumentano ogni giorno di più, come è giusto che sia.

La Cina è forse il mercato internazionale più interessante del momento, con un’economia in impetuosa crescita e un numero di turisti e viaggiatori d'affari crescente in modo esponenziale. Visto che una delle mete preferite da parte di questo popolo è proprio il nostro Paese, cresce la probabilità di entrare in contatto con i cinesi, sia a livello personale che in campo professionale. Nei businessmen più accorti, ma anche in chi è genuinamente attratto dalla cultura cinese, cresce così l’esigenza di saperne di più su questo popolo per assumere comportamenti appropriati. Tanti aspetti della cultura cinese sono poco familiari all'italiano medio e rivestono anche un certo aspetto di curiosità: l’esigenza, naturalmente è urgente soprattutto per quanti lavorano in campo turistico o commerciale, come albergatori, ristoratori e negozianti, uomini d'affari e manager di aziende aperte all'estero. Ci sono anche tanti risvolti quotidiani che riguardano tutti, almeno dal punto di vista delle relazioni e dell’apertura culturale.

Per questo motivo su questo blog trovate molti articoli che contengono norme di galateo negli affari con i cinesi, spunti per evitare brutte figure in Cina e i suggerimenti rivolti a chi si occupa di interagire con i cinesi anche nella vita di tutti i giorni (per esempio illustrando il significato dei gesti, o le usanze cinesi con i regali). Non meno importanti sono le usanze cinesi a tavola, fulcro cruciale di ogni aspetto della società nella Terra di Mezzo.

I cinesi, turisti o viaggiatori d'affari, sono molto esigenti, con un’elevata propensione alla spesa e, soprattutto, attenti pianificatori dei loro viaggi in Occidente, soprattutto utilizzando la Rete. Dato che l’Italia è una delle mete da loro preferite e vista l’importanza numerica del flusso di persone attese nelle nostre strutture, è particolarmente importante per gli italiani attrezzarsi per accoglierli al meglio. Spero che i miei articoli in questo blog siano un’opportunità per conoscere meglio un popolo lontano e affascinante, e per relazionarsi con efficacia e cortesia con i tanti cinesi che abitano già in Italia.


Ecco quindi alcune curiosità, legate ai principali aspetti della vita quotidiana cinese.

1 – LA BUONA SORTE – E’ curioso sapere, ad esempio, che il numero 4 per i cinesi è particolarmente infausto, un po’ come per noi il 17. Il suono di questa parola è uguale a quello del termine “morte”. Meglio evitare, per esempio, di pianificare una festa il giorno 4 del mese, o assegnare a un cinese un posto o una camera che contenga questo numero. Molto meglio invece il numero 8, perché il termine coincide con fortuna e felicità. Insomma, per avere i migliori auspici, date appuntamento per l’8 agosto, magari in un luogo contrassegnato dal numero 88.

2 – CIAO, BENVENUTO - Visto che la lingua cinese è particolarmente difficile, potete accogliere un nuovo amico cinese augurandogli il benvenuto nella sua lingua (huanying guanglin), l saluti normali (buongiorno e arrivederci) non sono difficilissimi da ricordare e ci faranno bella figura: si può usare la formula “Ni Haò” e “Zai Jian” che letteralmente significano “Tu Bene” e “Ancora Vedere”.

3 – I BIGLIETTI DA VISITA – Gli orientali hanno una vera passione per questi cartoncini. Per offrirne uno, però, ci sono precise regole di cortesia: bisogna porgerlo con la scritta verso l’alto e nel senso della lettura per l’interlocutore. Si devono sempre usare due mani, in segno di deferenza.

4 - SALUTARE PER PRIMO IL CAPOFAMIGLIA - La tradizione impone questa usanza.

5 - BRINDISI – Il “cin cin” italiano per invitare al brindisi corrisponde al cinese “ganbei”, che letteralmente significa “Vuoto Bicchiere”. Naturalmente, per invitare a levare il calice, è indispensabile che contenga del vino, ma fare attenzione alla quantità che si versa nel bicchiere, specie nel caso di brindisi ripetuti!

giovedì 22 maggio 2014

Un'antica romantica leggenda cinese rivive oggi nell'installazione di Beili Liu

E' narrato in un’antica leggenda cinese che i bambini, quando nascono, hanno degli invisibili fili rossi che li connettono alle loro anime gemelle. Nel corso degli anni le loro vite si avvicinano e molto spesso riescono ad unirsi, sconfiggendo le distanze del tempo e delle culture.

L’artista cinese Beili Liu ha realizzato un’installazione site-specific dal titolo Lure Installation Series, partendo proprio da questa storia molto romantica quanto antica. L'installazione è composta da centinaia di dischetti rossi fluttuanti che, appesi a mezz’aria mediante dei fili, rappresentano l’amore e le sue connessioni.


Ogni visitatore di questa magnifica opera, passando ai lati dell’installazione, crea uno spostamento d’aria che porta i dischetti a comunicare, come in una danza amorosa, tra di loro.

La cultura cinese di oggi è tanto affascinante e complessa quanto quella di ieri.

martedì 20 maggio 2014

Mangiare cinese, istruzioni per l’uso: Istituto Confucio e Aperitivo per Expo

Mangiare cinese: istruzioni per l’uso” è il tema del laboratorio che si terrà mercoledì 21 maggio 2014 alle 18.00 (Aula P3) presso il Polo di Mediazione Interculturale e Comunicazione nell’ambito di “Aperitivo per Expo”.



Nell’incontro, Marta Valentini guiderà i partecipanti nella complessità della cucina cinese, mettendo in luce il suo profondo legame con la storia, la cultura, la società e talvolta persino con la lingua: verranno presentati alcuni interessanti esempi di connessione tra le parole e il cibo, per meglio assaporare il gusto di questo importante aspetto della vita quotidiana.

90 eventi per i 90 anni della Statale e per conoscere più da vicino i temi di Expo 2015: è questa la proposta del nutrito programma di eventi piccoli e grandi di Aperitivo per Expo, distribuiti - dal 19 al 25 maggio - tra i Poli didattici e le sedi storiche dell'Ateneo (Ca' Granda, Collegio S. Alessandro, Palazzo Greppi, Palazzo Resta Pallavicino) e tra orti botanici, musei e spazi d'incontro in città e sul territorio. Il 19 maggio (ore 18.00) nell’Aula Magna di via Festa del Perdono, il rettore Gianluca Vago e il delegato dell'Ateneo per Expo, Gian Vincenzo Zuccotti, introducono, con un saluto, la presentazione del contributo che la Statale ha dato alla realizzazione dell'Esposizione Universale del 2015, con il "Cluster cereali e tuberi" e il progetto del "Parco della Biodiversità".

giovedì 15 maggio 2014

Come la Cina è diventata un Paese capitalista?


IL LIBRO DA LEGGERE:
COME LA CINA E' DIVENTATA UN PAESE CAPITALISTA
di Ronald Coase e Ning Wang
IBL Libri, 2014


"Come la Cina è diventata un paese capitalista" racconta lo straordinario viaggio che la Cina ha compiuto nel corso degli ultimi trent'anni. Negli anni Settanta, quella cinese era un'economia di stampo socialista, chiusa e basata sull'agricoltura; oggi la Cina è una delle maggiori potenze economiche. Alla luce della storia economica cinese e di un'attenta analisi delle riforme avvenute dopo la morte di Mao, Ronald Coase (uno dei maggiori economisti del Novecento) e Ning Wang sostengono che i riformatori cinesi hanno accettato la "lezione" proveniente dall'Occidente seguendo il tradizionale principio pragmatico cinese del "cercare la verità a partire dai fatti".

Come la Cina è diventata un Paese capitalista?Per gli autori, il potenziale di crescita della Cina è ancora enorme, tuttavia può essere ostacolato dalla propensione dei leader del partito unico a controllare e indirizzare non solo l'economia, ma anche le idee e la vita delle persone.

Dalla seconda/terza di copertina

Ronald Coase (1910-2013), formatosi presso la London School of Economics, è stato uno dei maggiori economisti del Novecento. Molti suoi lavori – quali quelli sulla natura dell’impresa, sul faro e i beni pubblici, sulle esternalità – sono considerati di importanza fondamentale: “Il problema del costo sociale” è il saggio di economia più citato del secolo scorso. È stato insignito del Premio Nobel nel 1991.
Ning Wang è Assistant Professor presso la Facoltà di Scienze Politiche e Studi Globali della Arizona State University. È stato un importante collaboratore di Coase e oggi è Senior Fellow del Ronald Coase Institute.

sabato 19 gennaio 2013

Piccola guida di viaggio in Henan

La provincia interna di Henan è ricca di eredità storiche ed è stata a lungo anche centro politico della Cina, prima di Beijing.

Per chi è interessato alla lunga storia della Cina e alla sua splendida cultura, la provincia di Henan è un luogo che non si può perdere.

Con il Fiume Giallo che l'attraversa, questa provincia della Cina centrale, grande 167.000 chilometri quadrati, è stata a lungo considerata uno dei luoghi principali in cui la civiltà cinese in primo luogo si è radicata.

Henan è sede di quattro delle otto principali capitali della Cina antica: Luoyang, Anyang, Kaifeng e Zhengzhou. Da queste città, più di 200 imperatori di 20 dinastie hanno regnato e legiferato.

Henan rimase centro culturale, economico e politico della Cina fino a circa 1.000 anni fa. La provincia ha circa 65.000 siti storici e monumenti lasciati dal suo lungo periodo di prosperità.

Anche se i visitatori possono seguire itinerari differenti mentre viaggiano in Henan, alcune destinazioni in particolare sono quasi sempre in cima alla lista delle attrazioni da non perdere: le Grotte di Longmen, i monumenti storici di Dengfeng e le rovine della Dinastia Shang, che sono tutte nella lista del patrimonio mondiale dell'UNESCO.

 

Le Grotte di Longmen

Situate a 12 km a sud di Luoyang centro, le grotte sono state costruite durante il regno di cinque dinastie tra il 439 e il 1127 e sono ampiamente riconosciute come uno dei migliori esempi di scultura buddhista cinese.

Esteso per 1 km, il complesso ospita circa 100.000 statue di Buddha e dei suoi discepoli, in circa 2.300 nicchie scavate tra le rocce calcaree del Xiangshan e delle montagne Longmen, che si affacciano da una parte all'altra del fiume Yihe, che scorre da sud a nord.

Circa il 60 per cento delle statue sono state scolpite durante la dinastia Tang (618-907), e variano notevolmente di dimensioni. La più piccola è di soli 25 centimetri, mentre la più alta, la statua del Buddha Vairocana è di 17 metri di altezza, e solo le sue orecchie sono quasi 2 m di lunghezza!

La statua del Buddha della felicità, grassoccio e con un'espressione naturalmente tranquilla, si trova nella Grotta Fengtian, e fu costruita tra il 672 e 675 dC per ordine dell'Imperatrice Wu Zetian della dinastia Tang.

Questa statua e altre otto che si trovano nello stesso santuario, e che portano espressioni diverse, hanno fama di essere il meglio che le grotte hanno da offrire e anche perfette rappresentanti del caratteristico stile vigoroso, elegante e realistico della scultura Tang.

Ci sono anche circa 2.500 stele e 60 pagode costruite in diverse dinastie pure.

Le Grotte di Longmen sono "una manifestazione eccezionale di umana creatività artistica", secondo il sito ufficiale dell'UNESCO.

 

I monumenti storici di Dengfeng

Si trovano a circa 40 minuti di auto dalle Grotte di Longmen sulle montagne Songshan, dove c'è uno storico complesso architettonico composto da 11 strutture tradizionali nella città di Dengfeng.

Tra questa collezione di monumenti, collettivamente soprannominata "Il Centro del Cielo e della Terra", c'è il Tempio di Shaolin, famoso da oltre 1500 anni, culla del kung fu cinese del Buddismo Zen.

Oltre alle sue performance di arti marziali, molti visitatori vengono a vedere una tavoletta di pietra, famosa per essere coperta di sculture.

Terminata nel 1565, diverse parti della tavoletta mostrano ritratti del Buddha Sakyamuni, Confucio e Laozi, il fondatore della religione indigena della Cina, il Taoismo. E' interpretato come un invito per la coesistenza delle tre maggiori scuole di pensiero dela Cina antica.

Il Tempio di Shaolin è anche noto per la sua foresta di pagode, la più grande del suo genere in Cina.

La maggior parte delle 228 pagode sono tombe, la più antica risalente al 791 dC, in buona parte strutture in pietra e mattoni, alte da uno a sette piani, e si basano sui risultati conseguiti dai monaci per i quali sono stati costruite.

Sono in un diverso numero di stili, che variano leggermente a seconda del periodo in cui sono stati costruite, e la maggior parte sono a più piani con un padiglione in stile.

In questa collezione c'è anche l'Osservatorio Dengfeng. Costruito nel 1276 nei primi anni della dinastia Yuan (1271-1368) per volere di Kublai Khan, è la più antica struttura esistente della Cina per astrofili e alcuni dicono che si pone come una testimonianza dei successi astronomici della Cina antica.

Nel 1281, Guo Shoujing, un astronomo di spicco, in base alle sue osservazioni e calcoli presso l'osservatorio, ha elaborato il calendario basato sulle stagioni, che è stato ufficialmente messo in uso per 364 anni.

In questo calendario, un anno tropicale è stato determinato in 365.2425 giorni, un valore quasi in accordo con quello del calendario gregoriano, che però è stato creato 300 anni più tardi.

Altri pezzi pregiati della collezione sono l'Accademia Songyang, costruita nell'anno 484, così come la Pagoda del Tempio di Songyue (risalente a 1500 anni fa), e tre coppie di torri - Taishi, Shaoshi e Qimu - costruite durante la dinastia Han (206 aC - 220 dC).

 

Le rovine della Dinastia Shang a Yinxu, Anyang

Yinxu, che si trova nella città di Anyang, nel nord Henan, è molto più antica delle Grotte di Longmen e del gruppo di monumenti a Dengfeng.

Yinxu significa letteralmente le rovine di Yin, l'ultima capitale della dinastia Shang. Dodici Re governarono da qui per otto generazioni e più di 250 anni.

Esteso per 30 kmq, è riconosciuto come uno dei siti archeologici più antichi e più grandi in Cina.

Il sito è famoso come la fonte originale dell'oracolo delle ossa, la prima forma di scrittura cinese.

In seguito alla scoperta accidentale del primo osso-oracolo nel 1899, poi più di 150.000 pezzi sono stati rinvenuti, mostrando che la Dinastia Shang aveva una ben strutturata forma di scrittura e comunicazione, con un sistema completo di segni scritti.

Questo lavoro ha anche rivelato con i suoi scavi che ci sono più di 80 resti di edifici antichissimi, tra cui palazzi, santuari, tombe e officine, e più di 6.000 manufatti in bronzo, tra cui il Ding Simuwu.

Un enorme recipiente di cottura, il Ding Houmuwu è di 133 cm di altezza, 110 cm di lunghezza e 78 cm di larghezza, e pesa 875 chilogrammi.

Si tratta del più grande vaso di bronzo rinvenuto in tutto il mondo, è considerato uno dei migliori esempi della tecnologia di fusione in bronzo dei periodi Shang e Zhou (dall'11 secolo al 771 aC).

Secondo gli archeologi, il re della dinastia Shang aveva fatto creare il Ding Simuwu per commemorare la madre.

Yinxu include anche la Sala delle Esposizioni della Chariot Pits, che visualizza i primi campioni in Cina di carri scoperti trainati da animali.

I sei pozzi contengono ciascuno i resti di una carrozza e due cavalli. E cinque dei pozzi sono stati usati anche per contenere i resti di un sacrificio umano.

In mostra si trovano i resti di una strada, di 8,35 metri di larghezza, risalente alla dinastia Shang, scoperta presso la Scuola Anyang Aero Sport nel 2000.

 

Spero che la mia piccola guida di viaggio in Henan vi sia piaciuta e che la troviate utile. Buon viaggio in Henan!

domenica 9 dicembre 2012

Kay Kay, la storia di una ragazza cinese di Guangzhou

47 minuti di rara efficacia e bellezza: questo documentario di Bruno Sorrentino, diffuso da Al Jazeera in lingua inglese, racconta la storia di Kay Kay, una hella e giovane ragazza cinese di oggi fin dalla sua nascita 20 anni fa a Guangzhou, quando la Cina non era certamente quella di oggi. Insieme alla sua crescita, si assiste anche alla crescita di tutto il suo Paese.



Kay Kay, ragazza giovane e splendida, rappresenta la classe media cinese di oggi, quella che si è arricchita e ha rapidamente adeguato il proprio livello di vita a quello occidentale, una generazione che ha vissuto il boom economico e ne sta godendo i benefici, e che oggi studia per entrare domani nei vertici della classe dirigente. Questo documentario è interessante anche perchè mostra la società cinese dall'interno, per molti stranieri assolutamente indecifrabile e per questo oggetto di pregiudizi fuori luogo.

Questo è un grandissimo lavoro, non è banale produrre un documentario che registra la nascita e la crescita di una persona per 20 anni interi. Complimenti agli autori. E a tutti buona visione.

domenica 4 marzo 2012

Ritratti cinesi: Peng Liyuan

Peng Liyuan, la prossima first lady della Cina, è un interessantissimo personaggio che merita a pieno titolo uno dei nostri Ritratti cinesi.

Peng Liyuan
Peng Liyuan è la moglie di Xi Jinping, quello che a tutti gli effetti è considerato il prossimo presidente della Repubblica Popolare Cinese. Dopo essere stato introdotto politicamente al suo prossimo ruolo dall'attuale governo, Li Jinping è diventato noto in Cina e in tutto il mondo ma - pensate - prima di solito era conosciuto solo come "il marito di Peng Liyuan"! Si dice infatti che in Cina alla domanda: chi è Xi Jinping, si risponda ancora oggi maliziosamente e in modo ironico, "il marito di Peng Liyuan". Un bel contrappasso per il vigoroso prossimo leader, tanto che nella recente visita negli Stati Uniti la prossima first lady Peng Liyuan non c'era, per non oscurare la stella nascente del marito. Cui la bella Peng Liyuan non è che abbia tanto tempo da dedicare: precedentemente divorziata, è chiaro che ha pescato il numero uno, ma Peng Liyuan è comunque una stella che brilla di luce propria.

Peng Liyuan è una nota cantante cinese, famosa in Cina e in tutto il mondo. Lei ha girato come una trottola tutto il pianeta, ha visitato in tournee oltre 50 paesi, ed è una indiscussa star nazionale, sempre presente al gala di capodanno cinese della CCTV, lo show televisivo che vanta più telespettatori in tutto il mondo. Una volta celebrato il matrimonio con Xi Jinping, la coppia non ha potuto compiere il tradizionale viaggio di nozze dato che Peng era impegnata in un tour negli States. Peng Liyuan intona, come capita spesso alle star in Cina, anche canti patriottici: recentemente anche una canzone tibetana.

Ma Peng Liyuan, come se non bastasse, è anche un soldato. Niente meno che General Maggiore dell'Esercito Popolare cinese, Peng Liyuan - indubbiamente una bella donna cinese, classe 1962 - è la più giovane donna cinese ad avere mai avuto questo ruolo. Essendo un soldato, Peng ha perso molte possibilità come cantante o ad esempio come testimonial pubblicitario, ma come futura first lady della Repubblica Popolare Cinese al fianco del prossimo Presidente Xi Jinping, va incontro a un futuro davvero radioso. Brava Peng Liyuan!

Peng liyuan

martedì 20 settembre 2011

Ritratti cinesi: Liang Wengen

Ritratti cinesi: Liang WengenLiang Wengen, il signore sorridente di 57 anni ritratto in questa foto, è il fondatore di Sany Group, che si occupa di macchinari industriali.

Liang Wengen è apparso al primo posto delle classifiche dei super ricchi cinesi stilate dalla rivista Forbes e dal sito web Hurun. Il suo patrimonio è stimato in dieci miliardi di dollari.

Il paperone Liang Wengen, già considerato l'uomo più ricco della Cina, ha un altro motivo per essere molto ammirato (o invidiato) dai suoi connazionali: Liang Wengen è entrato nel comitato centrale del Partito Comunista Cinese, ed è stato il primo capitalista di un grande gruppo privato ad entrare nell'organismo dirigente del Pcc.

La rivista Time Weekly, pubblicata a Guangzhou nel sud della Cina, sostiene che l'approvazione della nomina di Liang Wengen è venuta dal Dipartimento per l'organizzazione del Partito. Secondo il quotidiano di Singapore Linha Zaobao, il fondatore di Sany Group verrà eletto come membro supplente del cc nel prossimo congresso del Partito, che si terrà nell'autunno del 2012.

giovedì 15 settembre 2011

La festa nazionale del 1° ottobre: tanti auguri alla Cina, nata 62 anni fa!

Una lanterna gigante campeggia da qualche giorno nella celebre Piazza Tiananmen, a Pechino...
Una lanterna gigante campeggia da qualche giorno nella celebre Piazza Tiananmen, a Pechino...

E' stata allestita nei giorni scorsi, e completata da poco, per celebrare l'imminente festa nazionale del 1° ottobre...
E' stata allestita nei giorni scorsi, e completata da poco, per celebrare l'imminente festa nazionale del 1° ottobre...

La festa nazionale del 1° ottobre ricorda il famoso discorso di Mao (avvenuto 62 anni fa, nel 1949), in cui il leader annunciò che il Partito comunista cinese era l'unico governo legale in Cina, proclamando la nascita della Repubblica Popolare Cinese...
La festa nazionale del 1° ottobre ricorda il famoso discorso di Mao (avvenuto 62 anni fa, nel 1949), in cui il leader annunciò che il Partito comunista cinese era l'unico governo legale in Cina, proclamando la nascita della Repubblica Popolare Cinese...

In Cina è festa nazionale, una lanterna rossa illumina Piazza Tiananmen...
Festa nazionale in Cina, una lanterna rossa illumina Piazza Tiananmen...

Pechino, una lanterna gigante nella Piazza Rossa. Tanti auguri alla Cina, nata il 1° ottobre di 62 anni fa!
Pechino, una lanterna gigante nella Piazza Rossa. Tanti auguri alla Cina, nata il 1° ottobre di 62 anni fa!

sabato 10 settembre 2011

Autoscatto con bandiera cinese sullo sfondo...

Autoscatto con bandiera cinese sullo sfondo...
Luoyang, Cina: autoscatto con bandiera cinese sullo sfondo...

domenica 4 settembre 2011

Ritratti cinesi: Dong Mingzhu

Gree Electric Appliances International Development è il più grande produttore di impianti di climatizzazione, per intenderci rivaleggia a livello globale con LG Electronics.

Quella di Dong Mingzhu è una storia veramente interessante, infatti lei ci ha scritto un libro di successo in Cina: questa donna è riuscita con tenacia a scalare tutte le gerarchie aziendali partendo dal ruolo di semplice venditrice, arrivando al trono di capo incontrastato del Gruppo. Dong Mingzhu è famosa anche per aver preso l'ultimo periodo di ferie più di 20 anni fa (!).

Dong - o Sorella Dong, come la chiamano in Cina - è la lady di ferro del business in Cina, in grado di portare la Gree alla quota di mercato di un mostruoso 36% in Cina. A questo si aggiungono i 2/3 della produzione che vengono prodotti da Gree ed esportati con altri marchi internazionali.

Dong Mingzhu ha cominciato da semplice Sales Manager della regione più povera e meno promettente, e nel 2001 è stata nominata Chief Executive. Appena 30enne ha perso suo marito ma non si è persa d'animo, affidando alla nonna il suo figlio di tre anni e partendo per Zhuhai in cerca di lavoro e fortuna. Il resto è storia e ispirazione per tutte le donne cinesi. Brava Dong Mingzhu!

Dong Mingzhu

giovedì 4 agosto 2011

Ritratti cinesi: Zhang Xin

La storia di Zhang Xin è in qualche modo anche la storia della Cina.

Con un passato speso nei compound di periferia di Pechino, quelli creati nel periodo maoista, oggi Zhang Xin è una tra le più ricche ragazze in Cina, e nel mondo. Educazione di stampo anglosassone ricevuta tra Hong Kong e l'Essex (UK), Zhang Xin ha fatto esperienza lavorando a Wall Street da dove è tornata nel 1995, quando a Pechino ha fondato la Soho China insieme con il marito Pan Shiyi.

Alcune tra le torri che vediamo spiccare nel brillante skyline di Pechino sono state erette dalla Soho China, la società creata da Zhang Xin, che guida il gruppo ancora oggi.

Zhang Xin

lunedì 4 luglio 2011

Ritratti cinesi: Li Xiaolin

Li Xiaolin è la chairwoman di China Power International Development, uno tra i 5 principali gruppi industriali attivi nel campo della produzione di energia.

Madam Li, come la chiamano, è donna cinese "tosta": anche vice-chairwoman della Associazione del popolo per l'amicizia con le nazioni estere, viene invitata regolarmente a presiedere convegni in tutto il mondo sull'inquinamento e le energie rinnovabili.

Li Xiaolin

sabato 4 giugno 2011

Ritratti cinesi: Chu Lam Yiu

Chu Lam Yiu è entrata nella classifica Forbes dei miliardari mondiali prima di compire i 40 anni. Si stima che questa bella ragazza cinese possieda una fortuna di almeno due miliardi di dollari. Refrattaria a ogni tipo di visibilità, Chu Lam Yiu è una figura misteriosa e per questo molto interessante.

Nata e cresciuta nello Sichuan, Chu Lam Yiu ha fondato la sua prima azienda nel 1996, cominciando a operare nel settore del tabacco dal 2001. L'acquisizione della Leaptek, quotata in Borsa a Hong Kong, ha lanciato il gruppo fondato da Chu Lam Yiu sulla ribalta internazionale. La Huabao International Holdings è oggi una macchina che macina utili a ripetizione.

Come tutte le ragazze che vengono dallo Sichuan - Là meizi, "spice girl" - anche Chu Lam Yiu sa come farsi rispettare: lei è uno dei più brillanti esempi di imprenditoria al femminile in Cina.

Chu Lam Yiu

martedì 3 maggio 2011

Il giardino dei diecimila ponti a Xi'an, in Cina

A Xi'an, in Cina, è stato appena inaugurato il nuovissimo giardino dei diecimila ponti.

Progettato per la Mostra internazionale di orticultura che chiuderà i battenti il prossimo mese di ottobre, il giardino dei diecimila ponti di Xi'an è un sali-scendi di ponti semicircolari che si intersecano tra loro come un labirinto: secondo la filosofia orientale, i ponti che si incontrano tra di loro rappresentano le fasi della vita dell'uomo. Questo magnifico giardino è stato realizzato dallo studio di architetti West 8, specializzati nell'architettura urbana. Ovviamente il colore dei ponti non puo' che essere di quel bel rosso acceso tradizionale nella cultura cinese.

Il pubblico che lo ha già visitato è rimasto entusiasta dell’opera: i diecimila ponti sono immersi in un parco naturale con erba altissima e canne di bambù. Chi ha in programma un viaggio in Cina, a Xi'an, magari per ammirare l'esercito di terracotta, non deve perdersi una visita al nuovo giardino dei diecimila ponti.

Il giardino dei diecimila ponti di Xi'an, in Cina.

sabato 23 aprile 2011

La Cina e il matrimonio di William e Kate

La Cina e il matrimonio di William e KateE' vero, capita a tutti di sbagliare, anche in Cina. In questi giorni di grande fervore e affari grazie al matrimonio reale del 29 aprile, in Cina si producono ed esportano grandi quantita' di gadget e souvenir sul tema. E cosi', si sono sbagliati di principe e sul mug, il tazzone da caffelatte delle culture anglosassoni, e' comparso invece il faccino rosso pel di carota di Harry.

Clamoroso errore della ditta cinese Guangdong Enterprise, che ha prodotto una serie di tazze per commemorare il matrimonio tra William e Kate scambiando però la foto del principe con quella del fratello, Harry.

Sotto la scritta "La più romantica e fiabesca unione di tutti i tempi", quindi, sul mug compare il viso del giovane Harry accanto a quello di Kate. Beh, il te' sara' pure andato di traverso allo sposo, ma la tazza tarocca e' gia' diventata cult e va a ruba fra i collezionisti, che cercano di accaparrarsi le ultime rimaste sul mercato.