giovedì 25 giugno 2009

Michael Jackson e la Cina

Michael Jackson e la Cina
Migliaia di cinesi stanno piangendo quella che è diventata anche la loro icona, in un abbraccio virtuale che stringe la Città proibita di Pechino a Times Square a New York.

Sina.com, popolarissimo portale cinese, sta continuando a pubblicare i commenti postati già da pochi minuti dopo la scomparsa dell'artista:
- "Tutto il mondo ha cercato di imitarti, nessuno riuscirà a superarti";
- "La sua vita fu strana, ma la sua musica mi è stata accanto fin dalla gioventù".

Quando Pechino aprì le porte al mondo esterno, ai capitali e a una nuova rivoluzione culturale che faceva incassare fior di dollari, una delle primissime immagini che i cinesi conobbero fu quella di Michael Jackson nell'album "Thriller". Erano i primi anni Ottanta.

Anche quando la popstar fu accusata di pedofilia, i fan cinesi non smisero di difenderlo: un sondaggio di Sina.com mostrò che l'87% degli intervistati era convinto dell'innocenza di Jacko.

Michael Jackson e la Cina

sabato 20 giugno 2009

La Cina investe a Taiwan

La Cina investe a TaiwanTaiwan ha tolto, dopo 60 anni, il divieto per gli investimenti di ditte cinesi. Come partenza inziale, sono stati approvati gli interventi di 100 imprese cinesi nei settori delle manifatture, dei servizi e delle infrastrutture pubbliche.

Le ditte cinesi sono state ammesse per ora solo in settori meno strategici, come manifatture, industria plastica, componenti per computer, telefonia mobile, alberghi-vacanze e ristoranti, porti commerciali, autoveicoli e strutture a terra per porto e aeroporti.
Il viceministro taiwanese per l’Economia ha detto che "rimane in vigore il divieto per settori chiave come l’alta tecnologia e le telecomunicazioni di importanza primaria". Le imprese di Pechino non potranno diventare monopoliste nel mercato taiwanese o acquisire oltre il 10% delle azioni di ditte quotate in borsa. Potranno acquistare uffici e case, costruire fabbriche.
Il governo di Taiwan, con il crescere della collaborazione e della reciproca fiducia, prevede di togliere in modo progressivo ogni divieto.

Dopo anni di aperta ostilità, il presidente di Taiwan Ma Yingjeou eletto nel maggio 2008 ha abbandonato la posizione di aperta indipendenza del suo predecessore. Taipei e Pechino cercano di riallacciare i rapporti, soprattutto nel campo economico. Per le ditte cinesi Taiwan è un mercato ricco di opportunità, mentre l’isola ha subito in modo pesante la crisi finanziaria globale e spera che gli investimenti cinesi diano nuovo impulso alla sua economia.

mercoledì 10 giugno 2009

La Cina e il Tibet

La Cina e il TibetAl vertice del G-20 a Londra il presidente francese ha incontrato il suo omologo cinese Hu Jintao, e in quella sede ha sottoscritto una dichiarazione sull’appartenenza del Tibet alla Repubblica Popolare Cinese.
Un gesto che la stampa di Parigi ha interpretato (male) come una umiliante sottomissione. Sarkozy ha posto la firma su un documento che dice la verità.

La Cina è un Paese dove il capo di una religione che si oppone al progresso civile è stato esiliato. E' esagerato pensare che si potrebbe fare lo stesso in Italia, con il Papa? Molti, nel mondo, fanno i pignoli con i cinesi, dimenticandosi delle ambiguità e incoerenze a casa loro.

Si sente, ogni tanto, dire in giro: "Poverino, quel Dalai Lama, trattato così, in fondo combatte pacificamente per la libertà del suo popolo". È facile provare simpatia per una situazione lontana e filtrata dai media.

Dalai LamaE' più difficile informarsi, lucidamente, per capire bene chi sono queste persone: monaci, preti, religiosi, curiali, clero, promotori di religione organizzata, gente che vive d'elemosina, gente che campa sulla superstizione degli ignoranti, capitanati da un "monaco" che alloggia nei migliori hotel 5 stelle del mondo facendosi ospitare (e pagare profumatamente) per presenziare a convegni, seminari, occasioni politiche e di lobby. I monaci tibetani, come tanti porporati a Roma, non vivono all'altezza del loro credo e, forse come quasi tutti i religiosi in ogni epoca, gran parte di loro non fa che campare alle spalle della società combattendo il cambiamento nelle teste delle persone.